September 2008
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la lettura dell’intero articolo è altamente consigliata.
se non altro… si possono imparare un mucchio di straordinarie espressioni da spendere in società.
subject: Non “venire” piu troppo presto?
Si puo ordinare nel regime di Online – la qualita del produttore – il 100% dell’azione utile
Le opinioni dei nostri clienti:
- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo.
- La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota»,
rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola).
[…]
Ordini oggi e dimentichi delle sue delusioni, delle lunghe paure del rifiuto e le situazioni dolorose ripetibili.
Stavo vedendo l’Isola dei famosi con mamma. Flavia Vento decide di tornare in Italia per salvaguardare la sua “salute psichica” (ipse dixit), ma l’inossidabile Simona Ventura cerca di convincere la naufraga a restare nel gioco e la informa che:
Sono nati fanclub che tifano per te su Facebook! [Applauso scrosciante]
Su Facebook!!!! [Applauso ancora più euforico]
Si evincono così 3 punti apparentemente incontrovertibili:
* Simona Ventura sa cosa sia Facebook;
* Il pubblico che applaudiva in piena esaltazione sa cosa sia Facebook;
* Flavia Vento sa cosa sia Facebook;
A questo punto non c’è più bisogno di Montemagno.
” —Su Facebook! Su Facebook! : Sara Taricani (via tommaso) (via dielle)
io vi amo. giuro.
- ehi se passo fra dieci minuti prendiamo una cosa da bere insieme?
- certo, spengo tutto e scendo in un secondo
attraversiamo la strada e ci dirigiamo verso un bar, uno di quelli da aperitivi, ci sediamo, tavoli fuori, perfetto così posso fumare senza esaurirmi, non fa ancora freddo, c’è un pochino di sole, magnifico.
Esce un ragazzo.
- avete scelto?
- sì, sì, due Margarita e un bicchiere d’acqua, dal rubinetto va benissimo
- ecco i Margarita, fa quattordici euro.
Ah per l’acqua mi dispiace davvero tanto, ma non posso dartela dal rubinetto, o prendi la bottiglietta o niente.
Avrei potuto fare molte cose. Lo so.
Avrei potuto dirgli, se non mi dai immediatamente un bicchiere d’acqua chiamo i vigili e vediamo poi se puoi o non puoi darmela, oppure avrei potuto dirgli, mi dispiace davvero tanto, ma se non mi dai l’acqua io non ti dò quattordici euro, forse te ne darò dieci, undici, ma devo pensarci un po’ su, prima, avrei potuto accentuare ancora di più la mia già evidentissima inflessione siciliana e dirgli che avrei mandato dei miei amici a trovarlo alla chiusura del bar, magari su una mercedes con i vetri oscurati, avrei potuto assicurargli che tra le decine di amici avvocati ce ne sono un paio che non vedono l’ora di attaccare briga legale con un barista stronzo in tribunale.
Ma in assoluto, quello che avrei potuto dirgli è che le sue sopracciglia erano depilate da schifo. E SO che questo l’avrebbe veramente annientato.
Ma ho un cuore.
Ah, il bar è l’Art Factory
Austria, votano i giovani, avanza l’estrema destra
e se invece continuassero a giocare alla play-station e lasciassero perdere le cose da grandi?
John Bell, who heads Ogilvy PR 360 Digital Influence team, put together a list of 5 steps that banks must take to regain trust.
In it he makes a great point, “most banks think that brand development and advertising are the same thing”.
Sadly, so do the management teams of many other companies. Bell’s points (in bold) about the next marketing wave for banks with my comments.
1. Stop your traditional advertising with your old campaign now
- this is a crisis, treat is as such.
Have some respect for your customers and employees. They know what’s going on.
2. Make a commitment to educating your customers on personal finance
- the point is made even stronger by the fact that today technology allows companies to provide education, usefulness, social connectivity and even entertainment.
3. Whoever said corporate blogging is dead is an idiot - start a blog for godsakes
- thanks to Andrew Foote in the comments, I learned that Wachovia has a Twitter account. Forrester Jeremiah Owyang has a list of social media efforts from banks, credit unions, financial institutions, and lenders.
4. Listen and react to your customers publicly
- having worked for many years in the financial services industry, I know that there are regulations on disclosure and there are (potentially) privacy issues. What if a bank took the education route, just like Wells Fargo does in their multiple blogs?
5. Advertise all of the above and build a strong community around your bank built on trust
- the reason why smaller local and regional banks are less at risk is because they have succeeded at providing a service to their community. Relationships are key to developing trust. As is education and information sharing.
[…]
But uncertain times, frozen liquidity, political change and poor astrological forecasts (not to mention chicken entrails) all lead to less competition, more available talent and a do-or-die attitude that causes real change to happen.
Questo invece lo dice Seth Godin.
E quindi ho deciso, domani vado a fondare la mia banca d’investimento.
Lo so.
I cibi preconfezionati, precucinati e surgelati sono tristi. E sono tristi perché rivelano una serie di indizi che non fanno granché onore a chi li acquista.
Il primo è che non sai cucinare
Il secondo è che non hai tempo
[non saprei scegliere il peggiore tra i due…]
Io poi arrivo da una famiglia dove si richiede la capacità di organizzare un pranzo per sei commensali di almeno quattro portate con un preavviso di non più di cinque minuti, con un sorriso e dove intorno agli otto/nove anni bisogna avere perfettamente chiari tutti i misteri di un timballo di melenzane, pena l’esclusione dall’asse testamentario.
Comprare quindi uno di questi segni evidenti del declino della civiltà occidentale mi riempie di rimorsi e in genere mi porta, dopo averli consumati, a una sessione intensiva di letture dell’artusi e esperimenti ai fornelli.
E, in più, come se questo da solo non bastasse, sistematicamente, tutte le volte che con enormi sensi di colpa mi accingo a riscaldarli, strappo la confezione e la riduco in piccoli pezzettini PRIMA di aver letto quanto tempo devono stare in forno.
Sto per bruciare la pizza, lo sento.
Con la crisi finanziaria diventa difficile tutelare i risparmi.
La parola d’ordine è riconversione: tornano i buoni investimenti di una volta
Semplificazione
Meglio le banche con un solo nome, possibilmente latino o cinese per dare l’idea che la grande finanza non è più una casta di miliardari bianchi viziosi e corrotti che si ubriacano al club, ma apre le porte anche a faccendieri e intrallazzatori di altre etnie. Imminente il debutto sul mercato della Chang e della Esposito.
Porcellino o materasso? | L’espresso
michele serra
1: Don’t Contradict Yourself Without Explanation
First rule: If you said “the fundamentals of the economy are strong” two weeks ago, don’t turn around and say “Holy crap, this is a disaster!” You start sounding like Herbert Hoover, you confuse your audience, and you start setting off alarm bells among the folks who haven’t yet decided whether they like you or not.
” —5 Tips for Crisis Marketing: The Perils of Being McCain
regole di buon senso.
Mi domando però perché da noi dire una cosa e poi il suo esatto contrario non produca alcun effetto.
L’altra notte ho visto in tv Grindhouse di Quentin Tarantino: per la prima volta uno dei registi che amo di più mi ha deluso. L’altra notte ho ascoltato dal mio stereo hi-fi, ancora con piatto e puntina e casse Yamaha da sballo, Per un amico della PFM dopo molto tempo e non mi ha suscitato alcuna emozione. L’altra notte ho iniziato a rileggere Cent’anni di solitudine e l’ho lasciato lì perché ormai lo conosco a memoria. Magari di notte sarebbe intelligente dormire, magari.
sì, sarebbe intelligente dormire e darsi un po’ di pace.
che del comune di Catania che sta per dichiarare fallimento [dopo due mandati di centro-destra n.d.r.] e dopo che i faraonici lavori per la chiusura al traffico del lungomare sono rimasti a metà, lasciando voragini sparpagliate e transenne che verosimilmente saranno tolte nel 2040, si parli e si scriva così poco.
No?
No.
Meglio parlare di: Epifani è cattivo, l’Alitalia deve rimanere italiana sennò noi che figura ci facciamo, gli zingari rubano-ammazzano-vendono bambini, i bambini potranno portare il cognome della madre, rischio nei ristoranti cinesi, Gomorra è stato scelto dall’Anica per gli Oscar [no, va bene… questa mi va assai bene come notizia!].
Raffaele Lombardo è in corsa per battere tutti i record nella Sicilia delle abbuffate
Altro: domani turno infrasettimanale di campionato e c’è Juve-Catania.
Come la mettiamo? Qualsiasi risultato non mi sta bene. Perché se il pareggio potrebbe darmi qualche soddisfazione è pur vero che poi quei cialtroni dell’Inter si buttano da soli in testa vincendo con il Lecce in casa. Non si può tifare per due squadre che militano nello stesso campionato, che devo fare?
Smaterializzare per una giornata le mie passioni calcistiche?
[il mio amico FranZ]
baku:
La FIAT dovrebbe controllare un po’ di più la sua forza vendita in Brasile.
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Titolo originario: Non è razzista chi uccide “uno sporco negro” - di Rosaria Ruffini, docente di teatro allo IUAV, pubblicato su ePolis Milano del 18 settembre 2008, ripubblicato qui senza nessun permesso perchè è bene farlo. Punto.
“Sporco negro”, “negro di merda”, “ti ammazzo ciococlatino” non sono insulti razzisti. Una serie di sprangate in testa, fino a spaccare il cervello di un ragazzino di colore: questo non è razzismo. Così i telegiornali ci spiegano che l’omicidio di un giovane italiano di origini africane, celebrato con sguaiate e agghiaccianti grida di insulti sopra citati, non è un atto di razzismo, ma solo un omicidio per “futili motivi”. Mentre la madre e moglie dei due assassini si sbraccia spiegando alle televisioni che il figlio e il marito non sono affatto razzisti, anche Formigoni e la Moratti si affannano a commentare che questo non è un atto di xenofobia. Sorge spontanea la domanda: cosa bisognerebbe fare per essere razzisti? Mettere sulla graticolaa fuoco lento un ugandese, o infilare nel forno neonati congolesi? In realtà anche questo non è troppo diverso dal fracassare la testa di un ragazzino a sprangate. La vergognosa e immorale risposta dei politici di fronte a questa tragedia non fa altro che avvallare un violento clima di caccia al diverso. Clima che si fa sempre più teso, proprio grazie all’oscena giustificazione di atti di questo tipo. I due aguzzini (conprecedenti per rapina, stupro e tentato omicidio), in fondo sono solo due milanesi esasperati e “la vicenda non ha matrice xenofoba”, dicono i politici. In Italia nessuno è razzista, neanche quelli che armati di spranga fracassano ragazzini, all’urlo di “negro di merda”. Questo alleggerisce il cuore di molti: se questo non è razzismo, allora siamo tutti innocenti.
perché milano non è la mia città, ma ci vivo da anni
perché mi piace milano, e mi piace quando si indigna
perché c’è molto per cui indignarsi
perché un ragazzo con un sorriso bellissimo è stato ammazzato
perché qualunque cosa avesse rubato, biscotti o merendine o l’intero incasso di una giornata di lavoro di un bar, a nessuno dovrebbe venire in mente di reagire con una spranga
perché non sarà stato razzismo, ma non è stato niente di meglio
perché non ci meritiamo questa barbarie
né noi, né milano.
che a scegliere e indicare i ministri per l’attuale governo sia stato lo staff che fa i provini a La sai l’ultima e Tremonti mi scalda il cuore nel darne continue conferme.
In un articolo di ieri su La Stampa, leggo che il nostro valente ministro dell’economia invita gli economisti, tutti gli altri, a “tacere” a proposito del periodo complesso che il nostro paesello sta attraversando, ché le uniche previsioni possibili sono quelle retroattive [parola di boy-scout ha detto proprio così!] e per non farsi [e farci] mancare niente, per rafforzare la giustezza della sua intimazione, ops invito, cita a supporto Carl Schmitt, giurista tedesco.
Questo galantuomo, Schmitt intendo, durante il nazismo fornì ampie giustificazioni al totalitarismo, alla fine della seconda guerra mondiale invitò i suoi colleghi a tacere sugli errori commessi negli anni precedenti.
Ognuno ha i riferimenti che si merita.
La vicenda Alitalia segna un grave lutto per gli imprenditori italiani: riusciti nel geniale intento di far pagare i debiti a noi e di comprarsi un’azienda sana loro, sono stati fermati da un pugno di piloti. […]
L’inventore del miracolo Alitalia, un pensionato di Arcore noto per le sue intemperanze sentimentali, è molto deluso perché questa volta la sua formula magica “ghe pensi mi” non ha funzionato. […]
” —Alessandro Robecchi, Valanga Alitalia: imprenditori italiani dispersi![]()
Biglietti presi.
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Questa è serata da Kind of Blue.
Non potrò mai ringraziare abbastanza il signore che sta sotto a questo post, in una fotografia che trovo magnifica perché c’è lui, la sua tromba e il suo ascolto attento, per aver inciso quel disco che tutti dovrebbero avere, perché chiamarlo capolavoro è limitare il concetto.
- Miles Davis - tromba
- Julian “Cannonball” Adderley - sax contralto
- John Coltrane - sax tenore
- Wynton Kelly - pianoforte, soltanto in Freddie Freeloader
- Bill Evans - pianoforte
- Paul Chambers - contrabbasso
- Jimmy Cobb - batteria
s.m.
AU
1 intenso moto dell’animo che spinge a voler ottenere o realizzare qcs. che si considera un bene
2 ciò che si desidera
3 avidità, cupidigia
4 senso di mancanza, di privazione, di bisogno
5 OB la persona amata
6 OB cura, sollecitudine
Mai, e dico MAI, provare a fare web se il tuo capo arriva dalla comunicazione tradizionale.
E’ più facile che Calderoli diventi un fine intellettuale.
Organico, magari.